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Cronache Vespa
1° Campionato Europeo di Regolarità 1959 / 1. parte
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Nel 1959 il Vespismo compie dieci anni di vita. E Renato Tassinari, che le idee (proprie o mutuate da esperienze altrui) non se le fa certo mancare, capisce che al settore agonistico manca qualcosa. Il turismo in Vespa è già – per così dire – “sistemato” con la nascita dell’Eurovespa, che ormai da qualche anno raduna in Italia, Germania, Francia o Spagna migliaia di partecipanti e a ogni edizione accresce gradimento e popolarità.

Sul versante agonistico c’è aperto uno spazio che il presidente del Vespa Club Europe, una macchina che funziona alla perfezione come il Vespa Club d’Italia, riempie lanciando il primo Campionato Europeo di Regolarità, una specialità motociclistica che raccoglie adepti e appassionati in tutti i Paesi del Continente. L’anno precedente è partito il Campionato Italiano di Regolarità su più prove, una manifestazione che ha raccolto favorevolissime critiche di stampa e opinione pubblica.

Insomma, per mettere un altro tassello sulla Comunità Vespistica Europea, sorta un anno prima di quella Economica, occorre organizzare una competizione cui prendano parte concorrenti provenienti da tante nazioni. La macchina si mette in moto, e con la solita precisione – degna davvero di esperti di regolarità – il 13 settembre del 1959 si corre la Merano – Monza, prova unica del primo Campionato Europeo della specialità.

RivistaVCI001Il percorso misura 350 km: la partenza è da Merano, ore 4.00 del mattino, primo controllo orario a Trento dopo 89 km, seconda tirata di 117 sino a Brescia (immancabile passaggio per rendere omaggio a Renzo Castagneto, primo collaboratore di Tassinari, come in tutte le grandi kermesse vespistiche a tappe di quegli anni) attraverso alcuni difficili ma bellissimi tratti della Gardesana, terza e ultima tappa con arrivo all’Autodromo di Monza passando per Lecco e Como.

Oltre che una notevole pattuglia di piloti italiani, sulla linea di partenza si presentano concorrenti le cui targhe recitano Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania Ovest, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Svezia e Svizzera. In tutto sono 110, di cui venti italiani: dal n. 44 al n.63, partono Romualdo Mucelli (Foggia, fresco Campione d’Italia di Regolarità 1959), Vittorio Granata (Napoli), Sergio Actis (Saint-Vincent), Igino Colajacomo (Roma), Eugenio Ronchetti (Genova), Stefano Ruotolo (Alessandria), Giovanni Trivellin (Vicenza), Gianfranco Mordo (Trieste), Carlo Vivaldi (Legnago), Gennaro Cariello (Napoli), Umberto D’Ambrosi (Vicenza), Domenico Colantuono (Napoli, Campione d’Italia di Regolarità 1958), Giorgio Pappalardo (Genova), Sandro Cattaneo (Vercelli), Stelio Corazza (Parma), Giuseppe Lerda (Brescia), Guido De Rossi (Genova), Angelo Perini (Trento), Diego Vanti (Legnago), Nicola Lioia (Foggia).

Tra gli stranieri, spicca la presenza di alcuni protagonisti del Giro dei Tre Mari, come il francese Manuel Segarra o gli spagnoli Manuel Gómez Ysla e Miguel Díaz Arroyo, spesso presenti alla manifestazione che si svolge nel meridione d’Italia.

Come detto, la macchina organizzativa del Vespa Club d’Europe e del Vespa Club d’Italia, che collabora per la perfetta riuscita della giornata con alcuni dei suoi uomini chiave (oltre a Tassinari e Castagneto, il neocavaliere Franco Gioia per la logistica, Guido Roghi al Servizio cronometraggio, Enrico Zancani per le relazioni con la stampa) non si dimentica nulla. Ad esempio: come farsi intendere senza possibilità di errore da persone che parlano, in ordine sparso, inglese, francese, spagnolo, tedesco, olandese o svedese? Non c’è problema, hanno pensato anche a questo: per l’occasione è stato ingaggiato il personale delle Scuole Interpreti di Brescia, Bergamo e Mantova, che ha curato ogni dettaglio nelle traduzioni dei regolamenti e fornito assistenza a ognuno dei novanta stranieri in gara. Mica si scherza, insomma…

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