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Cronache Vespa
Criterium Internazionale di San Remo 1955 – 1. parte
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Lo chiamiamo tutti, in maniera impropria, la “seconda edizione dell’Eurovespa”. Questa definizione, dal punto di vista prettamente storico, è del tutto inesatta, e per un motivo molto semplice: nel 1955 il termine “Eurovespa” non esisteva ancora. Venne infatti coniato ufficialmente due anni più tardi, nel 1957, per definire il grande raduno internazionale di Barcellona. E questo discorso vale anche e ancor più per la manifestazione che viene considerata come prima edizione, da alcuni definita “ufficiosa”, svoltasi a Parigi l’8 e 9 maggio del 1954, che invece portava il nome di “Grande Fête Folklorique Internationale de Paris”, di cui l’esibizione vespistica era solamente una delle tante attrazioni.

Comunque, già dalla fine degli anni Cinquanta, si prese a catalogare queste kermesse come “Eurovespa”, e l’uso è continuato sino ad oggi. Nulla di male, visto che lo spirito che muove il Vespismo è fatto sempre, ieri come oggi, della medesima pasta e il concetto unisce due termini, “Europa” e “Vespa” che hanno sempre dimostrato di andare molto d’accordo.
A San Remo, il 23 e 24 aprile 1955, si svolge un importante raduno nazionale, con la presenza di 1.004 Vespa (molte di esse con conducente e passeggero, quindi per numero complessivo di partecipanti reali molto superiore) provenienti da tutti i Vespa Club italiani in quel momento esistenti.

Contemporaneamente in Francia, con partenza da Aix-en-Provence, va in scena il Gran Criterium Internazionale di regolarità, una manifestazione a carattere agonistico capace di richiamare la bellezza di 127 iscritti di 13 Paesi: 40 italiani, 22 francesi, 12 spagnoli, 10 belgi, 9 tedeschi, 9 dalla Saar (all’epoca nazione indipendente), 8 svizzeri, 5 inglesi, 4 portoghesi, 3 austriaci, 3 svedesi, 1 olandese e 1 monegasco.

Questa gara di regolarità si snoda su un percorso che dalla cittadina provenzale raggiunge proprio San Remo, attraverso alcune delle località più belle della zona. I due momenti, quello agonistico e quello turistico, si ritrovano fusi in un unico evento per portare i concorrenti dalle bellezze della Costa Azzurra a quelle della Riviera ligure, assicurando a tutti uno scenario di inconfondibile bellezza sul versante strettamente “panoramico”.

Ovviamente alla guida dell’organizzazione sta Renato Tassinari, che ha al fianco l’indispensabile Renzo Castagneto come direttore di gara. La formula scelta risulta indovinata, mischiando le due anime di Vespa e dei suoi alfieri: da un lato una gara vera e propria, che deve determinare un vincitore e tanti sconfitti, dall’altra lo spirito pienamente vespistico del trovarsi, ritrovarsi, stare insieme, conoscere nuovi amici.

Vespa si è già ritagliata un poderoso spazio nel cuore degli Italiani, e ogni località che si trova ad accogliere un raduno apre le proprie porte ai vespisti come fossero ospiti d’onore. Accade così anche a San Remo quando la sera del 24, alle sei di sera, il corteo di mille e più Vespa – radunisti e concorrenti del Gran Criterium – intraprende il proprio percorso per le principali arterie della cittadina e raccogliere l’entusiastica approvazione della popolazione locale. Una giornata chiusasi poi con un banchetto di gala al Casinò di San Remo in onore di tutti i presenti, dove è presente anche Enrico Piaggio, che porta il saluto dell’Azienda.

La gara dipanatasi tra Francia e Italia, nel frattempo, ha avuto un vincitore un po’ a sorpresa, che si assicura le trecentomila lire di premio spettanti al primo classificato, mentre al secondo posto c’è…

continua…

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