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Tre settimane in Vespa in giro per l’Italia (e non solo…)
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Da qualche parte ho letto che i sogni per essere belli devono rimanere sogni, e questo mi ha sovente trattenuto dal realizzarli. Ma questa volta voglio proprio verificare l’attendibilità di questo aforisma. Da tempo sogno un tour importante in Vespa, e l’occasione ora si presenta con il Vespa World Days in Croazia al quale aggiungerò un altro paio di raduni in Italia. Mia moglie Donatella è entusiasta come me dell’idea, e si incarica della logistica programmando meticolosamente le varie tappe e prenotando per tempo i pernottamenti ed io mi occuperò esclusivamente dellaVespa.

Quando in garage stacco dalla PX150 la bandana “Vespa Club Varese” per allestire con quella lo scudo della GTS300Super appena acquistata, la gloriosa PX manifesta tutto il suo disappunto: imbroncia il fanale, piega verso il basso gli specchietti, reclina lateralmente il manubrio: si era illusa che l’avrei portata con noi. Cerco inutilmente di consolarla spiegandole che un viaggio così come l’abbiamo programmato sarebbe stato arduo per lei, ma non vuole sentire ragioni: ha percorso già 30mila km con me, può portarmi in sella per altri 3mila, no? Con un po’ di dolore nel cuore anch’io, sono costretto a lasciarla in un cantuccio dell’autorimessa.

La GTS invece mi aspetta impettita sul suo cavalletto sfoggiando un sorriso che va da un lato all’altro dello scudo. Il serbatoio è già pieno, faccio miracoli per riuscire a far entrare nel bauletto e nel sottosella l’enorme quantità di bagaglio che Donatella continua a passarmi: una borsa dovrà rimanere sulla pedana tra le mie gambe.

Sono le 9 di mattina di venerdì 29 maggio quando calziamo i caschi e la scendiamo impaziente dal cavalletto. Prima tappa Parma, c.a. 200km percorsi un po’ su strade statali ed un po’ in A1 per raggiungere più alla svelta la città ove, abbiamo letto su internet, i siti di interesse turistico sono numerosi.

Entriamo in città e lasciamo facilmente la Vespa vicino alla Pilotta in compagnia di altre moto. L’Ufficio Turistico ci erudisce sulle bellezze cittadine, e con la cartina in mano iniziamo il nostro giro pomeridiano verso i luoghi di maggior interesse della “città della Musica”, patria di Verdi: Teatro Farnese, Palazzo Ducale, Piazzale della Pace… Ci rinfreschiamo con una coppa gelato in un bar di Piazza Garibaldi e a tardo pomeriggio riprendiamo la Vespa e ci portiamo nell’Hotel di Collecchio ove siamo attesi per cena e pernottamento.

Il giorno seguente risaliamo la valle del Taro, imbocchiamo la Cisa, usciamo ad Aulla e dopo una breve tappa per un caffè raggiungiamo l’agriturismo a Sarzana ove pernotteremo. Scaricati i bagagli dirigiamo a Lerici per il primo raduno. Piazza Garibaldi è già gremita delleVespa partecipanti, appena il tempo di completare l’iscrizione e ritirare i gadgets e partiamo per le escursioni programmate: in battello in giro per tutto il Golfo dei Poeti e nel locale stabulatore di Mitili ove ci vengono offerte pepate di cozze a sazietà. E la degustazione del prodotto locale continua la sera alla cena organizzata in piazzetta, con le nostre Vespa che ci stanno a guardare in una meravigliosa calda notte illuminata dalle stelle.

La mattina della domenica abbiamo la possibilità di gironzolare tra i carruggi della città e acquistare qualche (poco ingombrante) souvenir mentre si completano le iscrizioni delle numerosissime Vespa intervenute. Poi via tutti insieme in parata a percorrere questa volta da terra l’intero periplo del Golfo, con tappa giusto a metà strada a La Spezia, dove il CSSN (Centro Supporto e Sperimentazione Navale) della Marina Militare ci ospita in un suo stand allestito sul molo per offrici un aperitivo. Chi vuole può anche visitare la fregata missilistica Maestrale ormeggiata o ammirare le auto storiche che partecipano al trofeo Mariperman parcheggiate nell’ombroso viale attiguo: una sola delle due cose, poiché il tempo stringe e la Proloco di Le Grazie vicino a Porto Venere ci attende per il pranzo.

Dopo le premiazioni e ringraziamenti di rito, salutiamo i vecchi e nuovi amici vespisti e raggiungiamo Lucca, città delle cento chiese, città murata dalla tipica forma esagonale. Entriamo da una delle sue 6 porte. Ripassiamo volentieri alcuni dei suoi monumenti già visti durante una precedente escursione alcuni anni prima, percorriamo tutta l’ovale Piazza dell’Anfiteatro, passeggiamo sulle sue ampie mura, e verso sera risaliti in sella raggiungiamo l’hotel prenotato in periferia sulla Via Pesciatina.

Il giorno dopo, fatta colazione, proseguiamo verso Pescia, ove ci fermiamo per una breve visita. Mentre ammiriamo lo splendido Palazzo del Vicario oggi sede Municipale, un usciere ci avvicina e ci chiede se vogliamo visitare all’interno la Sala Consiliare ricca di bassorilievi. Come possiamo rifiutare un simile invito? Ci accompagna, ci apre le finestre per illuminarli meglio e da queste non possiamo mancare di scattare una foto alla lunga e stretta Piazza Mazzini. Ci racconta che molti dei palazzi sono stati bombardati durante il secondo conflitto mondiale e poi ricostruiti con le stesse pietre.

Ma il tempo incalza: alle 12:00 dobbiamo essere a Montecatini ove abbiamo prenotato una visita medica ad uno stabilimento termale: già, passando in zona non potevamo rinunciare ad una settimana di fanghi per lenire qualche acciacco che inevitabilmente l’andare in Vespa comporta. Ci fermiamo sei giorni nell’accogliente hotel ad appena 800 mt dalle Terme che raggiungiamo a piedi ogni mattina presto lasciando dormire un po’ di più la nostra GTS. Quando torniamo la svegliamo e ci facciamo portare ad esplorare le fresche colline del Pistoiese per sfuggire alla calura di quella che si preannunciava essere la settimana più calda dell’estate: tanto calda che la programmata visita al museo Piaggio di Pontedera è saltata a favore di più refrigeranti relax nella piscina dell’hotel.

Non abbiamo perso l’occasione di una capatina alla città di Vinci e al relativo museo di Leonardo e, d’obbligo, un salto a Pistoia ad ammirare la sua grande e linda piazza cui si affacciano oltre al Duomo di S.Zeno, il tipico battistero ottagonale con la facciata di lastre alternate di marmo bianco e nero (peccato parzialmente nascosta dai ponteggi del restauro) e molti altri storici palazzi oggi sede di uffici pubblici. D’obbligo anche transitare per la piazza del Leoncino per uno spuntino nelle botteghe tipiche dietro le folcloristiche bancarelle del quotidiano mercato. Il ritorno all’hotel lo facciamo passando in mezzo ai vivai di piante da giardino di S.Pantaleo.

Arriva il sabato a mettere fine a questa rilassante settimana, e la domenica mattina proseguendo il nostro tour, facciamo tappa a Greve in Chianti. Il Vespa Club locale ha indetto il 1° Raduno del Chianti, mica vorremo perdercelo? 50km tra rigogliosi vigneti con spuntino a metà strada quale leggero compendio all’abbondantissimo buffet di benvenuto del mattino preparato dalle mogli dei vespisti locali. Poi ritorno nella piazza di partenza per il pranzo, cui noi non partecipiamo dovendo essere la sera stessa ad Arezzo.

Il navigatore ha qualche problema ad indicarci con esattezza la via di accesso all’hotel prenotato a 7 km dalla città, ma una volta trovatolo prendiamo possesso della nostra camera per una rinfrescante doccia e poi via per la visita in città. Tutte le strade del centro storico sono occupate dalle bancarelle del mensile Mercato dell’antiquariato, il più importante d’Italia. Stanno già smontando, e noi dirigiamo verso la piazza Duomo sul sagrato del quale si sta svolgendo un corteo storico con moltissime comparse in costume che monopolizzano i click delle macchine fotografiche dei turisti. Passiamo per Piazza Vasari, una delle più belle d’Italia che vanta un dislivello di ben dieci metri da un lato all’altro: una scena del film “La vita è bella” è stata girata sul suo selciato.

Il mattino seguente dopo colazione lasciamo la Toscana diretti in Umbria. Ma prima ci inerpichiamo su per i tornanti di Cortona, bellissima roccaforte medioevale con le sue viuzze ripide. La GTS rimane pazientemente parcheggiata fuori mura, e quando la riprendiamo dirigiamo verso Assisi costeggiando un tratto del Lago Trasimeno ma deviando poi verso Umbertide per godere di un poco di dorsale appenninica. Riscendiamo verso Perugia che attraversiamo senza fermarci e alle tre del pomeriggio, attraversata anche la Valle Umbra, siamo alla periferia di Assisi. Occupiamo una stanza di un vecchio maniero ora adibito ad hotel e mezz’ora dopo siamo già in pellegrinaggio ad Assisi. Non sappiamo dire quante chiese, oltre la Basilica di S Francesco e Basilica di Santa Chiara abbiamo visitato, ma ne è valsa la pena. Confortati spiritualmente, concludiamo la serata al ristorante dell’hotel.

L’indomani ci aspetta una tappa importante che non vogliamo mancare: dobbiamo raggiungere il porto di Ancona per l’imbarco verso la Croazia. L’imbarco è alle 18, è vero, ma vorremmo utilizzare la giornata anche per un po’ di turismo montano. Pertanto decidiamo di lasciare l’hotel di buon’ora e attraversare il resto della dorsale appenninica attraverso stradine impegnative ma appaganti, in mezzo a boschi dei quali si sentono profumi insoliti, in mezzo a prati ove pascolano mandrie di Chianina (il Gigante Bianco come viene chiamata). Spuntiamo a Gualdo Tadino, lasciamo l’Umbria ed entriamo nelle Marche scavalcando ancora un po’ di Appennini lungo una camionabile sino a Fabriano e poi ancora in un susseguirsi di gallerie perforiamo l’ultimo tratto di dorsale.

Siamo a Jesi poco dopo mezzogiorno, un veloce spuntino in un bar per poterla visitare. Ci attirano le sue mura, il palazzo della Signoria, il Teatro Pergolesi. Ma non possiamo fermarci a lungo: Donatella è impaziente di raggiungere Ancona in cui entriamo quando sono appena le 15. Facciamo il check-in per l’imbarco, e spendiamo il tempo rimanente con una veloce puntata alla spiaggia bianca Mezzavalle di Portonovo, una dozzina di km più a sud. Alle 20 in punto il traghetto salpa mentre il sole si tuffa lentamente in un mare d’olio, “… e ai naviganti intenerisce il core …” direbbe il Sommo Poeta. Sul ponte incontriamo un vespista croato trasferitosi in Italia sin da bambino, che ha fatto coincidere con il VWD con la sua visita annuale ai parenti che, guarda caso, abitano proprio a Biograd.

Sbarcati al mattino dopo la tranquilla traversata, non ci facciamo sfuggire l’opportunità di farci guidare da lui e dalla sua PX150 sino a destinazione: scelta quanto mai appropriata per tutte le informazioni turistiche che ci snocciolava man mano che percorrevamo i 120 km della litoranea. Ci congediamo da lui e prendiamo possesso del bungalow prenotato nel campeggio giusto poche centinaia di metri dal Vespa Village. Ci organizziamo, passiamo qualche ora in spiaggia e a sera ci rechiamo al desk per la registrazione. Non siamo i primi, anche se ufficialmente le iscrizioni sarebbero dovute iniziare il giorno dopo. Prenotiamo anche le gite di giovedì in battello al Parco Nazionale delle Koronate e la gita del venerdì in Vespa nell’entroterra.

La parata della mattina del sabato sino a Zadar delle 4000 Vespa intervenute tra un’ala quasi incessante di turisti e popolazione locale ha un qualcosa di trionfale. Pomeriggio in libertà a Zara, e dopo la cena di gala, ritorno alla spicciolata al villaggio per lo spettacolo di fuochi d’artificio e musica sino a tarda notte. Certo il vedere il giorno dopo la città semideserta ed i parcheggi occupati dalle automobili ove nei giorni precedenti era quasi impossibile trovare un buco per le Vespa ha lasciato un po’ di malinconia.

Ci fermiamo ancora un paio di giorni dedicandoli alla balneazione e poi riprendiamo il GTS per intraprendere il viaggio di ritorno. Lo faremo via terra, proseguendo sulla litoranea (la Magistrale Adriatica) verso nord sino a Rijeka. Troviamo vento lungo il percorso, che aumenta sempre più. Passiamo il canale tra la penisola di Zara e la terra ferma sul ponte di Maslenica battuti da violente raffiche che mettono a dura prova il nostro coraggio (incoscienza? ) e la stabilità della nostra Vespa. Giunti dall’altra parte ci fermiamo un attimo per riprenderci dallo spavento, ed il barista ci avverte che avremmo trovato ancor più vento, vento di bora. Lo ringraziamo dell’avvertimento ed andiamo avanti per altri 50 km sulla tortuosa litoranea sferzati una volta a destra e quella dopo a sinistra.

La giornata è limpida, il paesaggio dalmata è stupendo, ma non possiamo distrarci ad ammirarlo. Anzi, nei pressi di Karlobag la polizia ci impedisce di proseguire: le moto dovranno fare una deviazione di una settantina di km nell’entroterra, protette dalla catena dei monti Velebit. Ritornati sulla costa ci fermiamo a Crikvenica, una meravigliosa cittadina balneare di cui godiamo l’ospitalità sino al giorno successivo prima di lasciarla per Fiume in cui ci tratteniamo per l’intero pomeriggio. A sera attraversiamo il confine sloveno ove pernotteremo a Kozina per l’ultima volta durante questo viaggio.

Il mattino seguente lasciamo di buon’ora l’hotel per sfuggire una perturbazione che incombe sulla zona. Torniamo in Italia, non vogliamo fermarci a Trieste per mettere più strada possibile tra noi e la pioggia che però ci raggiunge nei pressi di Venezia senza tuttavia inseguirci oltre verso casa. Ma la prudenza ci sconsiglia di macinare una così lunga tappa: decidiamo una ulteriore sosta a Sirmione per poi concludere il nostro viaggio sabato 20 Giugno a Varese.

Sono passate tre settimane da quando abbiamo intrapreso questa avventura, abbiamo percorso 3000 km senza il minimo inconveniente. Ora siamo fiduciosi che i bei sogni resteranno belli anche quando si saranno avverati.

Tino e Donatella

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